Avventure da GdR

Quinta sessione de La fiera di Weissensee

Ancora una volta Rüssen ci accoglie e se avete prestato attenzione fin qui, avrete di certo notato che le sessioni hanno appena sforato il numero stabilito nella pianificazione iniziale. Come spesso capita, ahimé, la vita adulta si è messa di traverso, il tempo tra una sessione e l’altra si è allungato e ci siamo così ritrovate a giocare più lentamente del previsto, a volte online, dilatando la nostra storia.

Poco male, perché il bello di D&D è sempre l’adattabilità e anche la nostra avventura si è agevolmente adattata a questo cambio di pianificazione. Torniamo dunque a Rüssen per una quinta sessione, che ne vedrà sicuramente una sesta molto presto. Come sempre, se avete perso gli episodi precedenti della storia, vi consiglio di recuperarli da qui prima di procedere con la lettura.

Quello che è successo in gioco

Nella tana di Tipp

Nella quarta sessione ci eravamo lasciate nella tana di Tipp, dove il nostro ladruncolo preferito aveva appena svelato alle PG il potere della polvere, ovvero la sua capacità di dar vita a un murales che raffigura un castello nel deserto, dal quale si possono avvertire distintamente calore, odori e il suono di una famigliare e dolce cantilena.

La quinta sessione riprende proprio qui, nei tunnel sotterranei che Tipp ha riadattato come casa, e che ora è lieto di condividere con le avventuriere che lo hanno difeso dalle angherie della Gilda. In attesa del responso dei ladri sul valore del vaso, le PG passano la notte con il loro nuovo amico, che condivide con loro cibo e vino. Esaltato dalla loro presenza e disabituato all’alcol, Tipp beve troppo e si sbottona, raccontando cose che altrimenti si sarebbe tenuto per sé. Le PG apprendono così che la Regina dei Ladri è niente meno che la madre di Tipp, che lo ha abbandonato in una fattoria al confine della città quando era ancora in fasce.

Il giovane ladro sogna da sempre di conquistare l’amore e la stima della madre, motivo per cui cerca in tutti i modi di attirare l’attenzione della Gilda. Il vaso è solo l’ennesimo di una lunga serie di tentativi andati in fumo. Questa volta, però, Tipp è convinto che la manciata di polvere che ha lasciato dentro il vaso sia la chiave per conquistare la tanta agognata udienza con la Regina.

Il castello che compare nel murales disegnato da Tipp

Nuovi piani

Dopo aver raccontato la sua storia, Tipp crolla in un sonno pesante e alcolico, e le PG colgono l’occasione per studiare da vicino il murales. Nessun tentativo di penetrarne i confini ha successo, ma un lancio di Individuazione del magico rivela che la magia della polvere permea non solo il murales, ma anche ogni frammento di polvere che si è posato per terra, sui loro vestiti e perfino sulla loro pelle. Inoltre, l’incantesimo rivela anche una fonte di magia proveniente da un cassetto, dentro il quale le PG trovano un pesante medaglione d’oro con inciso sopra il nome Eleanor. Incuriosite, le PG decidono di attendere il mattino per sapere da lui qualcosa di più del medaglione.

Il dopo sbornia di Tipp è pesante, ma con un po’ di convincimento le PG riescono a farsi dire che Eleanor è il nome che gli è stato assegnato alla nascita: il medaglione era custodito tra le fasce in cui era avvolto al momento della sua adozione ed è l’unica cosa che possiede appartenuta a sua madre. Intenerite dalla sua storia, e dal suo desiderio di rivedere la madre, le avventuriere decidono di aiutarlo a conquistare un’udienza con la Regina dei Ladri. Tipp spiega loro che per parlarle, senza attendere il verdetto del vaso, è necessario stringere un accordo con la Gilda: un favore per un favore, negoziabile nella tenda dell’Occhio di Rüssen, la potente Veggente che fa da tramite tra il popolo e il ladri.

Così, il gruppo lascia la tana di Tipp con due obiettivi: la vecchia Meriem, alla quale va portato un vaso entro il mattino e che decidono di imbrogliare acquistando un vaso simile all’originale una volta in superficie, e la visita all’Occhio di Rüssen.

Scomodi incontri dentro i tunnel

Purtroppo, il dopo sbornia di Tipp intralcia notevolmente il suo senso dell’orientamento e, invece che condurle all’esterno, il giovane ladro sbaglia strada e finisce per condurle dritte tra le fauci di un Rugginofago e della sua scorta di Gnoll. La battaglia è intensa, molte delle armi perdono la loro brillantezza ed efficacia nello scontro ma le avventuriere escono quasi del tutto illese. L’occasione è buona per testare l’ebrezza di una Forma Selvatica in Tigre, l’efficacia di più di un Attacco Furtivo e la sicurezza di uno Scudo magico.

Sconfitti i nemici, le PG hanno modo di osservare con più attenzione i misteriori tunnel che corrono sotto la città, e di capire che devono risalire a un’epoca molto remota in cui un’antica e prestigiosa civiltà abitava le terre di Rüssen.

Una diapositiva del simpatico Rugginofago

L’incontro con l’Occhio di Rüssen

Di nuovo all’aria aperta, le avventuriere acquistano un vaso e creano una copia abbastanza fedele dell’originale, avendo cura di sigillare il tappo per riprodurre l’unica caratteristica esteriore notevole dell’oggetto. La vecchia Meriem viene facilmente ingannata dal finto vaso, ringrazia le PG e dà loro le 50 moneta pattuite. Propone inoltre al gruppo di tornare all’ora di pranzo per incontrare il mago e provare a ottenere qualcosa di più per i loro preziosi servigi.

Mentre valutando la proposta della commerciante, le avventuriere si recano alla tenda della Veggente, una delle attrazioni più frequentate della Fiera. Con l’aiuto di un gruppetto di topolini socevoli e golosi, le PG riescono a liberarsi la strada dalla folla e ad essere ricevute dalla Veggente, una donna antica dai lunghi capelli corvini e gli occhi così chiari da sembrare riempiti di latte.

La Veggente conosce già il desiderio delle PG, così come conosce Tipp e la sua storia. Conferma loro che per avere il privilegio di incontrare la Regina devono dare qualcosa in cambio, e stende davanti a loro una lettura di tarocchi, invitandole a scegliere il loro destino tra quelli suggeriti dalle carte:

  • la Forza (simbolo di coraggio, forza e determinazione)
  • la Luna (custode di intuito, inconscio e sotterfugio)
  • l’Eremita (emblema di ricerca, saggezza e viaggio)
  • le Stelle (protrettrici dei nuovi cammini)

Dopo essersi consultate, le avventuriere scelgono la carta delle Stelle, e la Veggente rivela loro che può concedere un incontro con la Regina in cambio di una manciata di polvere magica da tenere per sé, che le PG decidono di cederle. L’incontro viene così fissato per la mezzanotte di quella sera stessa.

Le carte del destino

Prima di lasciarle andare, la Veggente dice loro che apprezza la cura che stanno infondendo nel realizzare il desiderio di Tipp (che in un momento di confusione chiama Eleanor, per poi correggersi subito) e offre a ciascuna una lettura del proprio personale destino. Ogni avventuriera estrae una carta, il cui disegno muta e prende forma davanti ai loro occhi mentre la Veggente parla.

  • A Canto dice che a Weissensee è arrivato un nuovo ladro, che ha portato con sé una gemma e sta cercando di venderla. Può localizzarlo con l’aiuto di un potente mago o con quello della Regina dei Ladri
  • Ad Amira rivela che ci sono destini segnati e il suo è uno di quelli: l’unico modo che ha per spezzare il ciclo che la travolge, e che in un modo o nell’altro la riporterà da dove è partita, è trovare suo padre. Anche in questo caso, con l’aiuto di un mago può localizzarlo
  • A Serafina dice che il passato non si può cambiare, ma che esiste sempre un modo per riscattarsi da ciò di male che si è fatto: le indica il nome di un mercante (Olm Terdin) che possiede una parte del debito della persona ricca che aveva truffato
  • A Nina rivela che esiste una pozione in grado di rallentare i sintomi di sua sorella finché non si è trovata una cura. Vista la rarità, la vendono in pochi. Uno di questi è un erborista amico di un mago con cui presto entreranno in contatto
  • A Nemeia dice che che a Weissensee c’è gente che ha molto a cuore la sua causa, e che è disposta ad aiutarla a portarla avanti. Le dà il nome di un marinaio (Wild) che può metterla in contatto con la resistenza
  • A Jess dice che la famiglia è quella che si sceglie e si costruisce, e che è sulla buona strada per trovare il suo posto nel mondo

E qui si chiude questa ricca quinta sessione, ci leggiamo presto per il seguito della nostra storia.

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Denise
Sono un’appassionata di scrittura e comunicazione digitale, studio Informatica Umanistica e lavoro alla Casa della donna di Pisa. Nella vita cerco di conciliare i diversi aspetti di me: la femminista, la letterata e l’informatica. Non sempre vanno d’accordo, ma per fortuna sono caparbia e continuo a insistere.

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