Fantasy e Fantascienza, Recensioni

Review Party: La Quinta Stagione di Nora Jemisin

Quando incontri un romanzo potenzialmente in grado di affascinarti e conquistarti, spesso te ne rendi subito conto. Tutto di lui ti attira, dalla copertina alla sinossi, fin’anche alle poche righe che magari hai letto distrattamente dal primo capitolo per comprendere se potesse fare per te.
Nel mio caso, La Quinta Stagione ha avuto esattamente questo effetto: interesse immediato, fascino repentino e poi, man mano che mi sono inoltrata nella lettura, un innamoramento che si è radicato in ogni risvolto di trama, in ogni rivelazione o decisione presa dai personaggi.
Un’affezione che mi ha spinta a divorare con ardore ogni pagina, a macinare frasi su frasi tornando indietro sempre solo il tempo necessario per comprendere ancor meglio un concetto e catturare un dettaglio chiave, per poi andare avanti con ancora più foga e bramosia.

Tutto in questo romanzo, d’altronde, grida al sublime. Dalla creazione di un mondo del tutto originale, percorso non da quattro ma da ben cinque stagioni, delle quali l’ultima è la più temuta e distruttiva. Dall’introduzione di tre protagoniste diversissime l’una dall’altra, forgiate e cresciute in ambienti del tutto differenti eppure destinate e camminare in parallelo attraverso un destino comune, che all’inizio appare sfocato ma acquista via via un senso sempre più profondo.
Passando per un caleidoscopio di razze, magia, personaggi secondari, vicende mai uguali, sempre contorte e imprevedibili, complesse e profondamente affascinanti.

La Quinta Stagione d’altro canto è un romanzo originale fin dalla sua categorizzazione: è un fantasy per molti aspetti, dalla caratterizzazione del sistema magico alla sua gestione, ma è al contempo un fantascientifico con sfumature di post-apocalittico che vuole occhieggiare a molti famosi predecessori del genere modificando però le regole del gioco. È una storia intricata, apparentemente confusa e talmente tanto colma di dettagli e guizzi da apparire a tratti quasi soffocante.
Eppure, più si va avanti più la confusione si dissipa e l’intreccio si fa chiaro, mentre tutti i misteriosi fili aperti all’inizio trovano un punto comune in cui sfociare, in un’ultima parte che racchiude in sé tutto il senso e il messaggio del romanzo.

Per questo primo volume della sua trilogia de La Terra Spezzata, Nora Jemisin ha fatto un lavoro magistrale. È riuscita a fondere tre voci completamente diverse l’una dall’altra, raccontante con stili e tempi diversi, in un unica narrazione che scorre fluida e vitale, arricchendo il percorso di elementi che restano impressi per la loro assoluta e sorprendente originalità.

Così, oltre ad umani capaci di plasmare l’energia cinetica delle molecole a loro vantaggio, incontriamo esseri forgiati nella pietra stessa, misteriosi e imperscrutabili, obelischi fluttuanti antichi dall’origine sconosciuta e leggende che affondano in millenni di storia umana riassunte in un’unica litodottrina che ha permesso alla razza umana di sopravvivere a un numero incalcolabile di Quinte Stagioni, sopportando terremoti, eruzioni vulcaniche e ogni tipo di cataclisma che Padre Terra ha mandato loro contro.

È impossibile non farsi travolgere da questo primo volume, impossibile non bramare l’uscita del seguente non appena si giunge all’ultima pagina. La Jemisin ha un talento raro nella gestione del ritmo, nel dosaggio delle rivelazioni, nell’inserimento di messaggi e riflessioni tanto attuali da far paura, creando un universo così ricco e variegato da essere capace di impossessarsi della nostra attenzione e curiosità e di portarla con sé fino al termine del volume.

Lasciandoci poi storditi e bisognosi di averne ancora.

Ebbene, miei cari lettori, queste erano le mie impressioni a caldo sul romanzo, ancora influenzate dal recente termine della lettura e forse per questo non del tutto complete.
Per fortuna, però, in mio e vostro soccorso vengono tutte le altre ragazze che hanno preso parte a questo evento, blogger esperte che hanno dedicato uno spazio a questo romanzo e che trovate tutte riassunte nelle immagini qui sotto.
Io, nel frattempo, ne approfitto per ringraziare la Mondadori per avermi permesso di leggere questo libro in anteprima e per consigliarvi di seguire tutto l’evento, per scoprire uno dei più sorprendenti romanzi dell’anno.

Trama:
E iniziata la stagione della fine. Con un’enorme frattura che percorre l’Immoto, l’unico continente del pianeta, da parte a parte, una faglia che sputa tanta cenere da oscurare il cielo per anni. O secoli. Comincia con la morte, con un figlio assassinato e una figlia scomparsa. Comincia con il tradimento e con ferite a lungo sopite che tornano a pulsare. L’Immoto è da sempre abituato alle catastrofi, alle terribili Quinte Stagioni che ne sconquassano periodicamente le viscere provocando sismi e sconvolgimenti climatici. Quelle Stagioni che gli orogeni sono in grado di prevedere, controllare, provocare. Per questo sono temuti e odiati più della lunga e fredda notte; per questo vengono perseguitati, nascosti, uccisi; o, se sono fortunati, sono presi fin da piccoli e messi sotto la tutela di un Custode, nel Fulcro, e costretti a usare il loro potere per il bene del mondo. E in questa terra spezzata che si trovano a vivere Damaya, Essun e Syenite, tre orogene legate da un unico destino.

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Denise
Denise, aka Ielenia, la componente fantasy di Chiacchiere Letterarie.
Classe 1993, studentessa di chimica, amante dei giochi di ruolo, delle storie immersive e coinvolgenti e di tutto ciò che concerne la scrittura, dalla creazione di nuovi mondi fantastici all'affascinante universo della calligrafia e dell’hand-lettering.
Appassionata di arte in ogni sua forma e lettrice pressoché onnivora, affido i miei sogni alle pagine virtuali di Wattpad, oltre che ovviamente al sicuro rifugio offerto da questo blog.

1 thought on “Review Party: La Quinta Stagione di Nora Jemisin

  1. Bello sì ma non memorabile, per me. La difficoltà maggiore è la mancanza di informazioni riguardanti l’Immoto che avrebbero secondo me arricchito il romanzo.

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