Come si racconta il dolore degli altri? Quanta compartecipazione, quanta intensità possiamo infondere nel racconto di una sofferenza che ci vede solo come spettatori? A queste domande prova a dare risposta Emmanuel Carrère nel suo Vite che non sono la mia, romanzo del 2009 che muove i suoi passi dallo…
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Non si fanno colpi sotto il sole
C’erano giorni in cui le cose filavano lisce e giorni, ahimè ben più frequenti, in cui tutto sembrava andare storto. Quello, purtroppo, era un giorno del secondo tipo. A dirla tutta, Lenora se l’era sentito fin dal mattino che qualcosa doveva andare male. L’aveva intuito guardando fuori dalla finestra e…
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Dissolversi: La vegetariana di Han Kang
Sono approdata a La vegetariana dopo qualche settimana dall’assegnazione del Nobel alla sua autrice. Conoscevo il libro a distanza, come argomento di discussioni orecchiate qua e là tra colleghe e amiche, ma finora non mi aveva attirata abbastanza da vincere la ritrosia dovuta a un primo, grande malinteso sul suo…
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Come un uccellino senza riposo
Sedeva sulla panchina, gambe incrociate e viso chino su un libro, a malapena consapevole della brezza che le spostava i capelli, del vocio delle persone che le camminavano intorno. La storia la catturava al punto da farle quasi dimenticare di essere seduta in quella panchina, e solo l’intenso profumo di…
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Festeggiamo i nostri primi dieci anni
A pensarci, sembra pazzesco: Chiacchiere Letterarie compie dieci anni. Se ce lo avessero detto dieci anni fa, che saremmo arrivate a questo traguardo, probabilmente non ci avremmo creduto. Quando tutto è iniziato, questo blog non era che un’idea, una speranza: uno spazio virtuale si apriva davanti ai nostri occhi, pronto…
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Il bambino di pietra. Una nevrosi femminile, di Laudomia Bonanni
E va bene, provo a scriverlo. Comincia così Il bambino di pietra, terzultimo romanzo di Laudomia Bonanni. Un inizio netto, definito nella sua incertezza: la risoluzione del fare un tentativo, del darsi una possibilità, anche se scettica, per stare meglio quando il resto non sembra funzionare: scrivere, scavare, cercarsi. Cassandra,…
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Il presagio
Se lo sentiva nelle ossa che qualcosa non andava. L’antica frattura dell’omero pizzicava, il ginocchio lievemente artritico le mandava al cervello delle fitte ritmate, che ormai aveva imparato a riconoscere. Chiusa dentro la tuta, la donna avanzava cauta attraverso la distesa pianeggiante, gli occhi puntati allo schermo integrato nel polso…
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L’ultima caccia
La prima cosa che la colpì entrando in città fu l’odore: un misto di sterco di cavallo, frutta marcita al sole e umanità compressa in pochissimo spazio. Dovette infilare la mano nella tasca ed estrarre un fazzoletto per portarselo al viso, nel tentativo di tenere le sgradevoli esalazioni di Saeria…
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Sesta (e ultima) sessione de La fiera di Weissensee
Ebbene sì, siamo arrivate alla fine di questo lungo e travagliato viaggio nelle terre di Rüssen. Per la master che vi parla da dietro questo schermo, è stata un’esperienza sorprendentemente intensa, che ha rievocato ricordi e avventure passate e dato nuova linfa a pianificazioni future. Per le giocatrici che hanno…
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Scrivere per ritrovarsi e perdersi ancora: Quaderno proibito di Alba de Céspedes
Ho sempre pensato che scrivere fosse un atto di autoaffermazione, un modo per trovarsi e interrogarsi tra volute di inchiostro e notti insonni a testa china sulle pagine. Eppure, giunta all’ultima pagina di Quaderno proibito di Alba de Céspedes, non posso fare a meno di chiedermi se invece non sia…