Recensioni

Comunicare non è solo parlare: La morbidezza degli spigoli

Casa editrice: Corbaccio
Costo:€ 18,60
Genere: Storia realistica
Titolo Originale:A Boy Made of Blocks
Traduzione:C. Brovelli


L’autismo è ultimamente una tematica molto trattata, sul sito ne abbiamo già parlato con la recensione de L’amico immaginario e oggi torniamo a parlarne con questa storia che però tratta la tematica da un punto di vista completamente diverso.

La morbidezza degli spigoli infatti non ha come protagonisti amici immaginari, ma le vicende realistiche di una famiglia (in particolare di un padre) che si trova ad avere a che fare con un figlio diverso dagli altri, Sam, un bambino autistico ad alto funzionamento. La difficoltà non sta solo nell’accettare la diagnosi, ma anche nel cercare di portare avanti una vita senza abbattersi nonostante le difficoltà e ricordandosi dell’importanza del lavoro di squadra.
Alex è un marito e un padre che sta perdendo la strada, fa quello che crede il bene migliore per la sua famiglia senza accorgersi che ciò di cui ha bisogno la sua famiglia è qualcosa di diverso e soprattutto che anche lui ha bisogno di qualcosa di diverso per ritrovare se stesso e la sua serenità.
Le emozioni che rimanda questo romanzo sono molto forti e spesso viene difficile ricordarsi che non si tratta di una storia vera, l’esperienza di vita dell’autore (padre di un ragazzo autistico ad alto funzionamento) rende ogni evento estremamente plausibile e realistico. Ne risulta una storia dal contenuto emozionale molto forte, in alcuni punti difficile da leggere, si vorrebbe poter sistemare tutto con il colpo di una bacchetta magica, ma ovviamente la vita non è così.

Quali sono le caratteristiche che rendono questo libro così speciale? Perché andrebbe letto?
Un contenuto emozionale forte è una caratteristica anche di molti altri romanzi, dopotutto quando si parla di questi argomenti è più difficile rendere una storia anonima che non sentimentalmente significativa. Quello che però fa questo romanzo è diverso da tante altre storie che ho incontrato in passato, il centro infatti non è la vita della persona in difficoltà, ma la vita delle persone che lo circondano e il loro modo di affrontare l’evento.
Troppo spesso ci si dimentica che quando una persona ha dei problemi anche tutti coloro che le ruotano intorno avranno delle ricadute e se si parla di un bambino, ovviamente, sono i genitori che verranno gravati del peso più grande.
Questo libro ci ricorda e spiega qualcosa di più importante del fatto che le malattie e le disabilità esistono, ci porta all’interno di una famiglia e ci fa scoprire le difficoltà che sorgono e che si devono affrontare anche se farlo non è facile. L’amore non basta per superare certi ostacoli, ci vuole complicità, fiducia e dialogo per poter riuscire ad affrontare insieme certi muri.

Non si parla solo di difficoltà ovviamente, ma anche di mezzi con cui accorciare le distanze tra mondi e modi di comunicare che sembrano lontani anni luce. Una tra le caratteristiche dell’autismo infatti è un deficit nell’utilizzo del linguaggio e in generale della comunicazione. Questo non vuol dire semplicemente non saper dialogare, alcuni bambini (come tra l’altro Sam) sono perfettamente in grado di parlare, ma non sono capaci di mantenere una conversazione o di trasmettere le proprie emozioni e il proprio interesse per argomenti altrui.
La difficoltà più grande di Alex è proprio quella di non riuscire a comunicare normalmente con il figlio, questo inficia completamente il suo rapporto con lui e lo porta ad incrinare anche il rapporto con la moglie. Sino a quando non scopre che esistono vie alternative per poter comunicare, per manifestare affetto ed emozioni.
Ci sono bambini che usano la musica o la pittura, in questo caso il punto di incontro tra Sam e il resto del mondo è un videogioco, Mainecraft. Vi sembra assurdo? Eppure è uno tra gli strumenti più studiati negli ultimi anni per riuscire a sviluppare le capacità comunicative e collaborative dei bambini affetti da autismo. Il rapporto tra Minecraft e autismo è stato più volte portato in gioco da Keith Stuart in alcuni articoli in quanto ha aiutato nella socializzazione anche suo figlio Zac (perché tutti i videogiochi rendono violenti, ricordiamolo).

La morbidezza degli spigoli apre le porte su un mondo probabilmente sconosciuto ai più. L’autismo dopotutto è un argomento molto insidioso del quale anche a livello scientifico si sa ancora poco. Non è una patologia uguale per tutti, esistono diversi livelli di gravità ed esistono sintomi differenti e anche quando i sintomi sono uguali possono manifestarsi ed avere bisogno di trattamenti differenti. È un terreno spinoso, al quale ci si può avvicinare proprio grazie a questi romanzi che con maestria mostrano al mondo un pezzo di esistenza nuovo e sconosciuto ma reale, bisognoso di attenzioni.

Tra queste pagine non si parla solo di autismo, ci sono altri problemi che sopraggiungono in personaggi secondari che arricchiscono la trama, ma soprattutto portano alla luce quello che reputo il messaggio chiave del romanzo: imparate a comunicare, imparate ad ascoltare, anche quando farlo sembra impossibile.
Il dialogo e la comprensione sono alla base di ogni rapporto, sia di coppia che di amicizia, saper affrontare le situazioni insieme è la base di un legame duraturo che possa superare anche gli ostacoli più grandi. La comunicazione ed in particolare l’ascolto sincero sono spesso sottovalutati, quando in realtà potrebbero risultare le armi più forti per affrontare le insidie della quotidianità.

Trama:
Sam, un ragazzino di otto anni, è sempre stato diverso: bellissimo, sorprendente e autistico. Per amore suo e della sua famiglia, il papà Alex ha sempre cercato un modo per intendersi con Sam, ma lo sforzo, quotidiano e sfibrante, porta a una crisi matrimoniale che sembra irreversibile. Alex decide di allontanarsi dalla moglie e va ad abitare a casa di Dan, il suo migliore amico felicemente scapolo ed eterno adolescente, e da una scomodissima branda per gli ospiti medita su come fare per riconquistare moglie e figlio. Mentre Alex naviga a vista nella sua nuova vita da single fra segreti di famiglia rimasti a lungo sepolti e gli impegni di padre part-time, Sam incomincia a giocare a Minecraft, rivelando uno spazio inatteso in cui padre e figlio riescono a intendersi. «La morbidezza degli spigoli», basato sull’esperienza vera dell’autore, è un romanzo commovente, divertente e profondo sulla forza della differenza e su un figlio molto molto speciale.




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Valentina
Lettrice onnivora, educatrice, mamma.
Dei libri amo la capacità di mostrare la complessità del mondo che ci circonda, forse per questo tra i miei generi preferiti rientrano fantascienza, fantapolitica, fiabe tradizionali e saggistica.

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