Fumetti, Recensioni

Cheshire Crossing – recensione

Quando mi è stata proposta la lettura del graphic novel Cheshire Crossing di Andy Weir ero al settimo cielo. Chi segue Chiacchiere Letterarie da qualche tempo sa della mia fissazione per Alice nel paese delle meraviglie e della mia collezione di edizioni, italiane, straniere e rivisitazioni. Potevo quindi lasciarmi scappare questa nuova storia, considerando che la mia Alice è coprotagonista insieme a Dorthy Gale e Wendy Darling? Ovviamente no!

A questo si aggiunge il fatto che il graphic è splendidamente illustrato da Sarah Andersen, autrice che sicuramente conoscete almeno per le vignette che girano su facebook. È un’illustratrice che adoro e vederla in questa veste, così diversa dal solito mi ha fatto davvero molto piacere.

Alla fine dell’articolo trovate i nomi degli altri blog che hanno partecipato all’evento, così potete leggere anche le loro recensioni!

Trama

Cheshire Crossing di Andy Weir e Sarah Andersen

(da Amazon)
Sono passati anni da quando Alice, Dorothy e Wendy hanno compiuto i loro favolosi viaggi nel Paese delle Meraviglie, a Oz e sull’Isola-che-non-c’è. Ora eccole qui, ormai adolescenti, a Cheshire Crossing: una scuola molto speciale dove impareranno a gestire le loro straordinarie esperienze e il loro dono di attraversare mondi magici. Ma proprio non sanno starsene buone buone sedute al banco, e iniziano di nuovo ad attraversare le dimensioni, lasciandosi dietro una scia di caos completo. E se fosse solo un po’ di confusione il problema, poco male. Il fatto è che, senza volerlo, fanno incontrare la malvagia Strega dell’Ovest e Capitan Uncino, unito ora in una coppia davvero diabolica. Per fermarli le tre ragazze dovranno fare ricorso a tutti i loro poteri e mettere insieme una squadra di improbabili alleati da tutto il multiverso! Cheshire Crossing è un viaggio vertiginoso, divertente e sconfinato attraverso i classici della letteratura e i loro mondi fantastici come non avete mai osato immaginarli.

Quattro chiacchiere su Cheshire Crossing

Fa un po’ strano pensare che lo scrittore di quest’opera, Andy Weir, sia anche lo scrittore di The Martian. Quest’ultima è un’opera che personalmente non ho ancora letto (ne visto, disonore su di me e sulla mia mucca). Prometto che cercherò di rimediare al più presto.

Alice, Dorothy e Wendy sono tre personaggi iconici dei classici della narrativa per ragazze. Trovarle insieme in una nuova avventura è stato davvero strano, le ho sempre viste come tre storie completamente diverse, anche se unite dal viaggio in un mondo fantastico.

Il crossover tra questi tre mondi è riuscito davvero bene, probabilmente anche perché l’autore ha rispettato le avventure passate delle tre eroine.
Come lui stesso spiega, all’inizio della storia, ognuna di loro si è trovata ad affrontare un mondo diverso, così come diverso era l’antagonista. Per questo, in Cheshire Crossing, è normale ritrovarsi davanti tre adolescenti caratterialmente tanto diverse sia tra loro che rispetto alle protagoniste del passato.

Ne risulta una storia scorrevole e interessante, che risponde in maniera interessante alla classica domanda che ci si pone al termine di storie simili: e adesso cosa succederà?

Pro e contro

La gestione di così tanti personaggi forti non era semplice e l’unico modo per poter far andare avanti una trama che risultasse lineare obbligava a lasciare qualcosa, o qualcuno, di importante sullo sfondo. Prendendo spunto da tre storie tanto complesse sarebbe stato impossibile esplicitare tutto, probabilmente si sarebbe rischiato di far diventare la storia un mattone inutilmente pesante.

Nonostante questo, ammetto che però mi è dispiaciuta un po’ la mancanza di approfondimento dei personaggi secondari (ma coprotagonisti delle storie precedenti) e degli antagonisti. Così come un excursus un po’ più completo sul lasso di tempo trascorso tra il termine delle avventure principali e questo nuovo viaggio. Certo, degli approfondimenti simili e un viaggio tra i manicomi della prima parte del ‘900 avrebbero dato alla storia un taglio completamente diverso.

Il disegno

Come ho detto all’inizio i disegni di questo graphic sono opera di Sarah Andersen, autrice che io apprezzo molto, ma che non avevo mai conosciuto in questa veste. Effettivamente non ho mai letto opere da lei illustrate, quindi non sapevo cosa aspettarmi dal lato grafico di quest’opera. Alla fine è stata una bellissima sorpresa.

Come ho scritto sopra, le scelte stilistiche dell’autore hanno permesso alla storia di risultare leggera e scorrevole. Dei disegni puliti e i colori accesi come quelli della Andersen hanno permesso di sottolineare questa linea della storia.

Per concludere ringrazio la Mondadori per la copia digitale del graphic novel e Raffaella, del blog The Reading’s Love per l’organizzazione dell’evento!
Qui in basso trovate tutti gli altri blog che hanno partecipato.

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Valentina
Ciò che amo fare è scoprire nei libri temi e argomenti di riflessione che possano aiutare a comprendere meglio la complessità del mondo che ci circonda. La mia curiosità si rivolge all'essere umano nella sua interezza e vedo i libri come uno dei mezzi attraverso i quali approfondire l’argomento umanità.
Per questo amo parlare di fiabe, che riportano alle origini di un popolo, e allo stesso tempo di attualità, esplorando il rapporto dell'uomo con il libro ai giorno nostri.

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