Recensioni

Cibo e libri: 5 piatti che mi hanno fatto sognare

Chi mi conosce sa bene che la cucina e il buon cibo sono fra le mie più grandi passioni. Da sempre, la mia golosità è pari solo al mio amore per la lettura: non per niente si parla di “divorare” i libri! Questo articolo unisce proprio queste due passioni, per esplorare quei piatti e quelle ricette in cui mi sono imbattuta leggendo i miei romanzi preferiti e che ho sempre sognato assaggiare.

Cibo e libri: le frittelle di Pippi

Partiamo dalla mia infanzia: Pippi Calzelunghe è stato il primo libro che ricordo di aver amato. Ne possedevo un’edizione degli anni ’60, che era appartenuta a mia madre e che aveva le illustrazioni originali realizzate dalla stessa Astrid Lindgren. Adoravo Pippi, la sua indipendenza, la sua forza erculea, il suo senso dell’umorismo, ma soprattutto il suo candore, l’innocenza e l’entusiasmo con cui si lanciava in ogni avventura. Quando i suoi vicini di casa, Tommy e Annika, fanno per la prima volta la sua conoscenza, Pippi li invita a casa sua per mangiare delle gustose “frittelle”. Questo piatto, invitante e misterioso, stuzzicava la mia curiosità e il mio palato. All’epoca non mi era chiaro di cosa si trattasse esattamente. La descrizione menzionava solo uova sbattute e poi fritte in padella. Era dunque una frittata? Non ero sicura della natura di questa merenda, ma era chiaro che doveva essere squisita: qualcosa di fritto e dolce allo stesso tempo? Che meraviglia! E cosa avrei dato per assaggiarne una!

È così che, a distanza di tanti anni, ho deciso di fare un po’ di ricerca a questo proposito. Immaginavo che dovesse trattarsi di qualcosa di simile ai pancake. Una tesi di laurea che ho trovato liberamente accessibile online spiega che si tratta dei våfflor, caratteristiche cialde svedesi che si mangiano con la frutta e la panna montata. Le foto mi hanno messo ancora più voglia di realizzare il mio sogno infantile e assaggiarne uno!

Cibo e libri: la torta di formaggio di Emil

Restiamo in Svezia, con un altro libro di Astrid Lindgren. Emil è la storia di un monello che fa impazzire i suoi genitori con le sue continue birichinate. Anche in questo Gianburrasca svedese, i riferimenti alla cultura e alla cucina locali non mancano. In particolare, ad attirare la mia curiosità di bambina golosa, era la “torta di formaggio”, piatto forte di un importante pranzo in famiglia di cui Emil faceva una scorpacciata. Ammetto che ero un po’ perplessa: allora non conoscevo le gioie del cheesecake e l’idea di una torta fatta con il formaggio mi disorientava un po’. Era dolce? Era salata? Sapevo solo che tutti i personaggi, nel libro, non vedevano l’ora di mangiarla e questo mi bastava per desiderarne una fetta.

In base alle mie ricerche, ho scoperto che si tratta, probabilmente, dell’ostkaka, una torta di formaggio fresco tipica della provincia di Småland, non proprio un classico cheesecake americano, ma all’apparenza altrettanto deliziosa.

Cibo e libri: il cavolfiore di Pinocchio

La fame è la grande protagonista delle Avventure di Pinocchio, uno dei principali motori che spingono il burattino a correre incontro al suo destino e a cacciarsi in guai sempre nuovi. C’è dunque da stupirsi se in un libro simile perfino un alimento umile come il cavolfiore diventa allettante?

Pinocchio, dopo aver cercato inutilmente di salvare Geppetto dal mare in tempesta, approda all’Isola delle Api Industriose, dove viene colto dai morsi terribili della fame. Dopo aver inutilmente fatto appello alla pietà di diversi passanti, è una misteriosa donna a fermarsi, proponendogli di aiutarla a portare a casa due brocche d’acqua in cambio di «un bel piatto di cavolfiore condito coll’olio e coll’aceto». La donna, che altri non è che la Fata dai capelli turchini, lo tenta sapientemente, finché Pinocchio non cede e accetta di aiutarla. Questo passaggio testimonia la capacità di evocazione e descrizione di Collodi, che riesce a far sembrare una ghiottoneria anche un piatto semplice come il cavolfiore condito.

Cibo e libri: le pennette con spada e pere di Malvaldi

Non so cosa mi piaccia di più dei gialli di Marco Malvaldi: se i suoi intrecci misteriosi e coinvolgenti, il suo senso dell’umorismo pungente, i dissacranti dialoghi in vernacolo pisano o… le sue ricette. L’amore per la cucina di Malvaldi traspare dalle pagine dei suoi libri, a partire dalla professione scelta dal suo protagonista e detective improvvisato, il “barrista” Massimo, sempre pronto a bacchettare e rimproverare gli incauti avventori che osano ordinare un cappuccino dopo pranzo o scegliere la combinazione sbagliata di ingredienti per un panino.

Proprio in uno dei capitoli della saga del BarLume, Malvaldi condivide con i suoi lettori una ricetta davvero appetitosa. Queste pennette con pesce spada affumicato e pere, che Massimo si prepara nel terzo libro della serie, Il re dei giochi, mi hanno subito fatto venire l’acquolina in bocca, forse per l’insolito abbinamento di ingredienti. Garantita da Massimo il barrista!

Cibo e libri: la colazione di Miss Marple

Lo so, potrà sembrare strano che uno dei piatti che mi sono rimasti nel cuore appartenga alla tradizione culinaria inglese. La cucina d’Albione non gode certo di grande popolarità, eppure la regina del giallo era una grande estimatrice della buona tavola. Non a caso, nei suoi romanzi molto spesso l’arma del delitto o la chiave del mistero si celano proprio in piatti apparentemente innocui e appetitosi.

Il piatto di cui parlo è, in effetti, un intero pasto, nonché un pasto piuttosto importante nella tradizione gastronomica inglese. Si tratta infatti della colazione che Jane Marple ordina al Bertram Hotel:

«La colazione che Miss Marple aveva ordinato arrivò cinque minuti dopo. Sul grande vassoio c’erano una teiera panciuta, del latte cremoso, un bricco d’argento colmo d’acqua calda, due belle uova in camicia sui tostini e due rondelle di burro modellate a forma di cardo, miele, marmellata d’arance e due pagnottelle rotonde d’aspetto delizioso. Miss Marple diede mano al coltello, fiduciosa»

Questa descrizione così particolareggiata e amorevole non lascia dubbi sulla passione che Agatha Christie nutriva per il mangiare bene!

Consigli culinari

Tutto questo parlare di cibo e ricette mi ha fatto venire una certa fame. Se vi fosse venuta voglia di mettervi ai fornelli per provare alcune delle vostre ricette letterarie preferite, vi consiglio un ricettario in cui mi sono imbattuta durante la stesura di questo articolo: si tratta di Pippi Calzelunghe, piccola grande cuoca di Elisabetta Tiveron, un libro che esplora la cucina della Svezia meridionale sulle orme di Pippi. Non vedo l’ora di provare le sue famose frittelle!

Elisa
La lettura è stato il mio primo amore, le lingue straniere il secondo. Traduttrice, bibliotecaria, appassionata di letteratura per l'infanzia, classici letterari, femminismo, cucina e cinema. Credo fermamente che un adulto creativo sia un bambino sopravvissuto.

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