Intorno al libro

Gli stereotipi sulle lettrici

Dopo l’ultima immagine ricca di stereotipi e paternalismo (si può dire oppure è già stata inserita nell’indice delle parole proibite?) sulle lettrici, condivisa e apprezzata da centinaia di persone, donne in primis, forse è il caso di parlare in maniera più approfondita di queste “bellissime” vignette che ci dicono come dovrebbe e come non dovrebbe essere una donna che legge.
Parlo di stereotipi sulle lettrici perché sino ad oggi ho trovato solo immagini ed illustrazioni al femminile, se ne avete al maschile fatemelo sapere!

Cosa intendo per stereotipi sulle lettrici?

Sono sicura che anche a voi, girando per i social sarà capitato di vedere un’immagine o un’illustrazione in cui si paragona il modo di vivere delle lettrici con quello delle donne comuni, povere ragazze che pensano solo ad imbellettarsi per poter essere apprezzate dagli uomini. Uomini che però farebbero meglio a guardare la meno appariscente, ma istruita, donnina che legge se vogliono essere felici.
Insomma, alla fine in queste immagini risulta sempre esserci una donna a cui basta avere un libro in mano per essere perfetta ed un’altra con il rossetto e un bel fisico come esempio di donna scema.

Ma non sono stereotipi, sono solo battute divertenti

Le prime volte che vedevo di queste immagini l’ho pensato anche io che fossero solo battute divertenti. Mi piaceva sentirmi una persona migliore solo per il fatto di avere più spesso in mano un libro che un rossetto.
Questo tipo di ragionamento rende la vita estremamente semplice. Ci permette di vivere in pace con noi stessi senza fare niente di più di ciò che facciamo giornalmente (un po’ lo stesso ragionamento che ci fa essere soddisfatti delle notizie negative dei giornali, ma di questo magari parleremo un’altra volta).

Poi però mi sono ricordata di quando, sedicenne, passavo i sabato notte a ballare sino alle 4 del mattino, ma solo dopo essermi vista, insieme alle mie amiche Ulisse. Che poi sarebbe rimasto il nostro argomento di conversazione per la serata.

Mi sono ricordata come mi sentivo quando davano per scontato che andare in discoteca fosse sinonimo di stupidità.
Non è divertente. Non è per niente divertente sentirsi costantemente giudicati per le proprie passioni e il modo di passare il proprio tempo.

Gli stereotipi non ti rendono una persona migliore

Il fatto che un persona ami truccarsi e ci tenga al proprio aspetto non la rende automaticamente una stupida.
Il fatto che si trovi divertente deridere un’altra persona per uno stereotipo invece si.

Leggere non rende perfetti e degni di criticare chiunque non lo faccia (o lo faccia in maniera sbagliata, ma parlerò in un altro articolo del classismo tra lettori). Nessuna attività lo fa in realtà.

Questi stereotipi sulle lettrici sono solo un altro modo becero di dire agli altri come dovrebbero essere e come dovrebbero comportarsi per rientrare all’interno della norma e non essere dalla parte sbagliata della barricata.

Siamo davvero così insicuri di noi stessi da aver bisogno di criticare gli altri per sentirci bene?

Tra l’altro, se volete sapere la mia sulla questione della lettura come attività che nobilita l’uomo, vi rimando al video Sulla superiorità morale e culturale dei lettori.

Ballate, leggete, truccatevi, giocate, divertitevi.
Non sono queste le cose che vi rendono migliori o peggiori di qualcun’altro.
A farlo sono la vostra empatia e la vostra umanità.

Ma effettivamente io non sono una lettrice perfetta, abbandono libri e non trovo alieno chi non legge. Quindi probabilmente andare a ballare il sabato sera mi ha fritto il cervello.

Dall’immagine:
Non ci sono correlazioni tra le apparenze fisiche e la lettura; tra il colore dei capelli e la conoscenza; educazione e taglia di reggiseno. Questa immagine rappresenta dannosi stereotipi e non è né informativo né costruttivo. Una donna ha libertà assoluta sul suo modo di vestirsi, sul colore dei suoi capelli e sulla scelta delle sue attività nel tempo libero.

(se ci sono errori o inesattezze correggetemi)

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Valentina
Ciò che amo fare è scoprire nei libri temi e argomenti di riflessione che possano aiutare a comprendere meglio la complessità del mondo che ci circonda. La mia curiosità si rivolge all'essere umano nella sua interezza e vedo i libri come uno dei mezzi attraverso i quali approfondire l’argomento umanità.
Per questo amo parlare di fiabe, che riportano alle origini di un popolo, e allo stesso tempo di attualità, esplorando il rapporto dell'uomo con il libro ai giorno nostri.

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