Fantasy e Fantascienza

Asimov Blog Tour – Fantascienza a confronto

Eccoci per una nuova tappa di questo blog tour che ci porta nel mondo di Isaac Asimov e della fantascienza. Apriamo le danza anche qui con questo super evento dedicato alla nuova opera Mondadori che comprende tutte le opere del Ciclo della Fondazione. Avete già letto le tappe precedenti? Trovate tutti gli argomenti trattati nell’immagine che vi lascio in fondo all’articolo.

Come sapete la fantascienza è un mio grande amore e qualche tempo fa feci video dove vi parlavo delle differenze tra fantapolitica e fantascienza. Questo articolo quindi mi sembra perfetto come continuum per entrare più nel dettaglio nel mondo della narrativa fantascientifica.

Sarà un articolo un po’ lungo, non ho capacità di sintesi per le cose che mi piacciono. Mettetevi comodi e partiamo per questo viaggio!

La nascita della fantascienza

Il primo romanzo fantascientifico viene identificato nel Frankestein o Il moderno Prometeo di Mary Shelley pubblicato nel 1818. Il libro infatti richiama la paura per lo sviluppo tecnologico e medico dell’epoca. L’uomo aveva iniziato a sfidare Dio con le sue ricerche scientifiche e la narrativa si fece portavoce delle paure che iniziarono a serpeggiare.

Oltre all’elaborazione dei nuovi sviluppi scientifico-tecnologici la fantascienza si sviluppa, con il tempo, anche per rispondere ad un nuovo bisogno di scoperta. La classiche opere di avventura come Robinson Crusoe o la saga di Salgari sul Corsaro Nero diventano sempre più difficili da scrivere. Le terre emerse hanno sempre meno segreti che possono essere svelati.

Il romanzo scientifico di avventura vede la sua nascita principalmente con due autori: Jules Verne, di cui sempre la Mondadori ha pubblicato da poco una bellissima raccolta di opere nella collana Draghi; ed Herbert George Wells, che ha portato il viaggio di avventura oltre il semplice spostamento spaziale con la sua opera La macchina del tempo.

Infine, quando parliamo della nascita della fantascienza, essenziale è stata l’influenza di Hugo Gernsback. Prolifico inventore ma mediocre scrittore, le sue opere non sono certo paragonabili a quelle di alcuni autori che ha pubblicato nella sua rivista, Amazing Stories. Quest’ultima fu la prima rivista specificamente dedicata al genere fantascientifico. Tra l’altro, lo stesso termine science-fiction (fantascienza) fu coniato da Hugo. Per questo è in suo onore che dal 1953 viene consegnato annualmente il premio Hugo, dedicato alle migliori opere di fantascienza.

Definizione e personaggi

Ma quindi, di cosa parliamo quando ci riferiamo alla fantascienza?

Il termine fantascienza è usato per riferirsi ad un tipo di letteratura fantastica che includa un fattore scientifico nel quale rimane essenziale un certo grado di plausibilità. Motivo per il quale molte opere fantascientifiche del passato ad oggi sembrano quasi predittive.

Il genere ha come tema fondamentale l’impatto della scienza e/o tecnologia, reale o immaginaria, sulla società e/o sull’individuo (ed è qui che spesso viene confusa con la fantapolitica). Come per il fantasy, invece, i personaggi non sono solo esseri umani. Ma al posto di nani, elfi, folletti etc. troviamo figure che derivano da scoperte scientifiche dirette o indirette come alieni, robot o cyborg.

Sarebbe un errore però pensare che la fantascienza possa essere ambientata solo nel futuro. Un’opera come Il più grande uomo scimmia del pleistocene, di Roy Lewis è un esempio di fantascienza ambientata nel passato. Per noi, oggi, il fuoco è una scoperta scontata, ma non era così per i nostri antenati. Loro si sono trovati a confrontarsi con questa e altre grandi scoperte così come noi abbiamo fatto con i viaggi nello spazio.

I sottogeneri della fantascienza

Come accennato in precedenza la fantascienza è un genere letterario che si sviluppa in seguito a diversi bisogni: l’andar via via esaurendosi, sul pianeta terra, di luoghi inesplorati che potessero fare da ambientazione per degli avventurieri ed ovviamente la nascita delle Scienze moderne in particolare fisica e astronomia ma anche, in tempi più recenti, di informatica e robotica.

Per definire i suoi sottogeneri si può prendere spunto dal fantasy per le macro definizioni: quindi avremo hight sci-fi e low sci-fi. Questi due termini non identificano una fantascienza qualitativamente superiore o inferiore, ma semplicemente la “quantità” di fantascienza presente.

Straniero in terra straniera – Fanucci Editore

Nel primo caso abbiamo un romanzo dalla forte connotazione fantascientifica, in cui tutta la storia si basa su robot, astronavi, alieni o altri elementi che caratterizzano fortemente la storia. Potremmo paragonare questi libri a quelli di Tolkien per il genere fantasy.
Nel secondo caso gli elementi sono più sfumati, la storia è ambientata nel futuro, ci sono innovazioni tecnologiche e magari il protagonista è un robot/alieno, ma gli elementi principali della storia non girano intorno alle innovazioni tecnologiche. Il fulcro sono i rapporti umani o la società stessa, senza i caratteri estremi della fantapolitica. Rientrano nel low sci-fi opere come Straniero in terra straniera di Robert Heinlein, mentre le opere di Isaac Asimov sono principalmente di hight sci-fi. 

Lo sviluppo dei sottogeneri nel tempo

L’epoca d’oro della fantascienza arriva negli anni ’40 del novecento e durerà più o meno per tutto il decennio successivo. Questa è l’epoca in cui esplode il genere, grazie a scrittori che tutt’ora vengono identificati come i mostri sacri della fantascienza: Asimov, Heinlein, Bradbury, Van Vogt e tanti altri. 

Dopo gli anni ’50 abbiamo il primo cambiamento nelle trame dei libri di fantascienza, la fiducia che precedentemente identificava lo sviluppo scientifico piano piano crolla dopo aver visto a cosa può portare questo sviluppo. La Seconda Guerra Mondiale e la successiva guerra fredda hanno infatti minano la serenità con cui la maggior parte delle persone vedevano la scienza e le nuove tecnologie ed ovviamente questo si riflette anche nella produzione letteraria. 

Dalla New Wave agli anni ’80

Dagli anni sessanta abbiamo quella che viene chiamata la new wave, nuova onda, che riprende le tematiche di fantascienza ma in ottica più sofisticata e filosofica. Si porta cosi la fantascienza a far parte di quei generi degni di rispetto da parte degli studiosi. Questo però allontana dal genere tutti gli appassionati affezionati allo stile classico e avventuroso, in cui la filosofia era comunque presente, ma più marginale.
Ogni filone, con il tempo, si guadagna un proprio angolino di pubblico, lasciando sempre più spazio agli autori di sperimentare, portando avanti la propria strada. 

Negli anni ’80 si vede la nascita del cyberpunk. Anticipato sotto certi aspetti nelle opere di Philip K. Dick, all’aspetto tecnologico tipico della fantascienza il cyberpunk aggiunge una forte connotazione politica e sociale. È questo il periodo di quelle opere ibride, che spesso è impossibile inquadrare nella fantapolitica o nella fantascienza (e sicuramente questa identificazione non è neanche così tanto importante).

Locandina del film Ready Player One

I romanzi cyberpunk sono ambientati in un futuro prossimo, in un mondo decadente e ipertecnologico dominato dalle grandi multinazionali. I protagonisti, in genere degli hacker, sono in costante fuga da questa cupa realtà e trovano la loro ragion d’essere in un mondo virtuale parallelo, il cyberspazio, teatro delle loro battaglie, Ready Player One vi dice niente? 

Fantascienza oggi

Dalla sua nascita ai giorni nostri la narrativa fantascientifica ha avuto i suoi alti e bassi. Negli ultimi anni il genere ha trovato nuova linfa grazie al cinema e alla televisione. Effetti speciali e make up straordinari hanno permesso di dare vita a mostri, alieni e battaglie spaziali che hanno messo un po’ in disparte l’immaginazione legata alla lettura. Consiederate che nel 2010 i film fantascientifici (assieme a quelli fantastici e horror) rappresentavano quasi il 90% degli incassi dei film negli Stati Uniti

La narrativa di fantascienza resiste oggi principalmente come narrativa ibrida, identificata come new weird, dove la fantascienza si mischia con altre caratteristiche dei romanzi fantasy, horror e gotici.

Fantascienza in Italia

Tra il settecento e l’ottocento la narrativa a tema scientifico iniziò a prendere piede anche in Italia, anche se in misura minore rispetto ad altre zone. Da noi la rivoluzione scientifica ed industriale non ha colpito la con la stessa forza rispetto ai paesi anglofoni, quindi erano meno gli spunti narrativi.
Secondo me degno di nota è Viaggio alla luna dell’astronomo napoletano Ernesto Capocci. Il libro, otto anni prima di Dalla Terra alla Luna di Verne, narra un viaggio sul satellite, compiuto da una donna, ed è ambientato nel 2057.

La collana fantascientifica più importante in Italia è stata Urania, della Mondadori: molti scrittori di fantascienza tra cui lo stesso Asimov, oltre che Ballard, Dick e Le Guin furono pubblicati per la prima volta proprio in questa collana.
Bisogna comunque considerare che, durante il fascismo vengono limitate tutte le opere provenienti dalla cultura americana. I capolavori degli anni d’oro arriveranno in Italia solo dagli anni ’50 in poi, l’Urania stessa è nata nel 1952.

Per questo motivo, e per il fatto che per un trentennio la collana evitò di pubblicare autori italiani, fiorì l’idea che la fantascienza fosse una letteratura d’importazione. Anche per questo non ha mai fatto molta presa sull’elitè culturale italiana, anche quando le opere erano firmate Primo Levi o Dino Buzzati.

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Come potete vedere quindi la fantascienza è davvero un genere vastissimo, che racchiude al suo interno opere anche molto diverse tra loro. Voi avete una preferenza in particolare per qualcuno di questi filoni?
Io con il tempo mi sono resa conto di non avere una predilezione per qualche sottogenere in particolare, ma in compenso devono essere davvero ben scritti e ben strutturati, perché ho dei metri di giudizio molto severi!

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Valentina
Ciò che amo fare è scoprire nei libri temi e argomenti di riflessione che possano aiutare a comprendere meglio la complessità del mondo che ci circonda. La mia curiosità si rivolge all'essere umano nella sua interezza e vedo i libri come uno dei mezzi attraverso i quali approfondire l’argomento umanità.
Per questo amo parlare di fiabe, che riportano alle origini di un popolo, e allo stesso tempo di attualità, esplorando il rapporto dell'uomo con il libro ai giorno nostri.

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