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Recensione Echi in tempesta di Christelle Dabos

Quando finisci una storia densa e articolata come questa, è un po’ come se un pezzetto di te rimanesse indietro. Come se, voltata l’ultima pagina, ti sentissi d’un tratto incompleta, privata di qualcosa che non riesci bene a definire. Con Echi in tempesta, il libro protagonista di questa recensione, è successo proprio questo. Prigioniera del Rovescio, una parte di me sta ancora vagando chiedendosi cosa fare adesso. Dove andare, ora che Ofelia, Thorn e tutti gli altri sono tornati ad essere quello che sono sempre stati: anime di carta, respiri di parole? Dove rifugiarsi ora che il Dritto e il Rovescio hanno smesso di avere importanza?

Ho perso qualcosa, terminando Echi in tempesta. Qualcosa che probabilmente non ritroverò più. Con la parola fine della storia de L’Attraversaspecchi è un po’ come se si fosse chiusa una fase della mia vita. Ofelia mi ha accompagnata per più di due anni, scadendo momenti chiave della mia storia. C’era quando ho avuto problemi all’università, era al mio fianco quando mi sono immersa nella bellezza della scrittura e mi ha guidata alla riscoperta di me. Non sarà facile, quindi, lasciarla andare. Né raccontarvi cos’è stato, per me, leggere Echi in tempesta. Proverò però a fare entrambe le cose, sperando che il risultato renda giustizia all’opera di Christelle Dabos.

Trama

Crollati gli ultimi muri della diffidenza, Ofelia e Thorn si amano ormai appassionatamente. Tuttavia non possono farlo alla luce del sole: la loro unione deve infatti rimanere nascosta perché possano continuare a indagare di concerto sull’indecifrabile codice di Dio e sulla misteriosa figura dell’Altro, l’essere di cui non si conosce l’aspetto, ma il cui potere devastante continua a far crollare interi pezzi di arche precipitando nel vuoto migliaia di innocenti.

Come trovare l’Altro, senza sapere nemmeno com’è fatto? Più uniti che mai, ma impegnati su piste diverse, Ofelia e Thorn approderanno all’osservatorio delle Deviazioni, un istituto avvolto dal segreto più assoluto e gestito da una setta di scienziati mistici in cui, dietro la facciata di una filantropica clinica psichiatrica, si cela un laboratorio dove vengono condotti esperimenti disumani e terrificanti. È lì che si recheranno i due, lì scopriranno le verità che cercano e da lì proveranno a fermare i crolli e a riportare il mondo in equilibrio.

Echi in tempesta

Recensione Echi in tempesta

Da dove cominciare? Non è semplice raccontare una fine, specie quando è così complessa come in Echi in tempesta. C’è Ofelia è c’è Thorn, ovviamente, e ci sono anche tutti i personaggi che abbiamo imparato ad amare nei volumi precedenti (chi più, chi meno). Ma ci sono anche il Dritto e il Rovescio, il qui e ora e il là attraverso lo specchio.

Ci sono risposte, in questo volume, tante risposte; forse a volte fin troppe tutte insieme, così dense e fitte da farci girare la testa, così intense che potrebbero bastare a raccontare altre tre saghe. La prima sensazione, girata l’ultima pagina, è quella di una grande confusione. La Dabos ci ha appena riversato in faccia tutto, tutto quello che ha celato in questi anni, tutti i risvolti misteriosi che ci hanno ossessionati leggendo la saga. Chi è davvero Eulalia Diyoh? Cosa sono gli Echi? Chi è Ofelia e qual è il suo ruolo in tutta questa vicenda? E perché è così legata a Dio e alle sue macchinazioni?

Preda della brama di sapere, di conoscere la verità sulla Lacerazione, sulle Arche, sugli Spiriti di Famiglia, leggiamo con talmente tanta avidità che arrivati all’ultima parola abbiamo quasi la sensazione di aver terminato un folle giro di giostra.

Dov’è il sopra e dove il sotto? E se fossimo stati appena invertiti anche noi?

Fanart by Patricia Ly Foung| Recensione Echi in tempesta

Una trama densa, complessa e affascinante

Ci vogliono diverse ore perché tutto questo mare di informazioni sedimenti. Nel mio caso, una notte intera di riposo e una mattinata di riflessione per riprendere il bandolo della matassa e cominciare a scioglierlo. Ma quando si raggiunge finalmente il Nirvana e si iniziano a vedere tutti i fili, non si può fare a meno di provare un senso di magnificienza.

Tutto torna, alla fine di questo quarto volume. E anche se il percorso è stato tutt’altro che lineare, anche se ci è parso di aver fatto talmente tante giravolte da non riconoscere più cielo e terra, alla fine di tutto la strada la vediamo eccome: Christelle Dabos non ha mai perso la rotta.

Ci ha nutrito di spunti fin dal principio, gettando esche che ha raccolto completamente solo in questo finale. I tasselli si sono infine incastrati alla perfezione, i dubbi e le lacune si sono riempiti, pagina dopo pagina. E lo hanno fatto in modo estremamente affascinante.

Ciò che dimora oltre lo specchio

In Echi in tempesta, Christelle Dabos ci scorta in un viaggio più spirituale che materiale. È un tuffo nel Rovescio, nell’invertito, in ciò che è intangibile e difficile da cogliere ma che non per questo è meno reale. C’è molta meno avventura, in questo ultimo volume, e anche molte meno interazioni tra i personaggi. Buona parte delle anime secondarie sono state messe in panchina, e a loro è dato solo il ridotto spazio del gran finale.

Per il resto del tempo, a dominare la scena sono Ofelia e Thorn. Insieme a Dio e l’Altro, ovviamente, la creatrice di tutte le Arche e il misterioso Eco che le distrugge, la cui lotta rivela una realtà parallela in cui nulla è se stesso e tutto è davvero se stesso forse per la prima volta.

Il senso del viaggio qui è più metaforico che reale. Il fulcro è l’esplorazione di sé, la scoperta di quella parte intima e preziosa che tutti noi celiamo agli sguardi altrui, e che qui viene messa spietatamente a nudo dalla necessità. Paure, bisogni, gioie e dolori dei protagonisti sono sviscerati con una crudeltà necessaria a renderli finalmente la versione migliore di se stessi.

E a cambiare, più di tutti, è la nostra Ofelia.

Ofelia e Thorn nel riflesso

Ne è passata di acqua sotto i ponti da Fidanzati dell’inverno. Una quadrilogia intera non è forse bastata a raccontare il cambiamento in cui è incorsa la nostra protagonista. Da timida, impacciata e remissiva lettrice l’abbiamo seguita crescere pagina dopo pagina, farsi sempre più presente e sempre più imperante.

L’abbiamo vista imporsi, sbagliare, ritentare ancora e ancora, lottando senza sosta per ciò che amava e non gettando mai le armi. Ora, in questo ultimo volume, la vediamo come la donna che è finalmente diventata e arrivati alla fine abbiamo quasi il desiderio di averne ancora, di continuare a seguirla in questa nuova fase della sua esistenza.

Nel mio caso, è stato un po’ come crescere con lei. In continua attesa di vederla alzare finalmente la testa e urlare al mondo la sua forza, anche io sono cambiata. E sono stata felice di trovarla infine tenace al punto da guidare da sola l’intera storia, perché è stato un po’ come ricevere una conferma: anche noi ce la possiamo fare.

Echi in tempesta è il riscatto di Ofelia.

Anche Thorn, perfino Dio e l’Altro sono messi in ombra dalla sua decisione. Non più in balia degli eventi, è Ofelia a sciogliere i fili della sua storia. Al Drago del Polo non resta che proteggerla dalle retrovie, che vegliare su di lei e sostenerla riconoscendone finalmente la forza.

Ofelia
Fanart by hot_laim | Recensione Echi in tempesta

La bellezza di un mondo alternativo

A colpirmi di questo ultimo volume, più di tutto, è stato il mondo del Rovescio. L’immaginazione della Dabos ha preso il volo, si è liberata delle ultime catene materiali per regalarci una realtà alternativa in cui gli Echi hanno un’anima, vivono e respirano, e possiedono conoscenze che gli esseri tangibili possono solo immaginare.

Il Rovescio è complesso, ricco, innovativo e indicibilmente affascinante. Avrei voluto che la storia ci tenesse lì più a lungo, che investigasse le pieghe di questa creazione così densa di sfumature; ma anche così, è stata un’esperienza unica, che ha reso Echi in tempesta uno dei fantasy più interessanti che ho avuto la fortuna di leggere negli ultimi anni.

E uno di quelli che mi porterò dietro a lungo.

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Un ringraziamento speciale a Edizioni e/o, che negli anni ha avuto fiducia di me e del nostro blog e ha continuato a inviarci i libri della saga dell’Attraversaspecchi; se oggi leggete questa recensione di Echi in tempesta, è anche merito loro.

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Denise
Denise, aka Ielenia, la componente fantasy di Chiacchiere Letterarie.
Classe 1993, studentessa di chimica, amante dei giochi di ruolo, delle storie immersive e coinvolgenti e di tutto ciò che concerne la scrittura, dalla creazione di nuovi mondi fantastici all'affascinante universo della calligrafia e dell’hand-lettering.
Appassionata di arte in ogni sua forma e lettrice pressoché onnivora, affido i miei sogni alle pagine virtuali di Wattpad, oltre che ovviamente al sicuro rifugio offerto da questo blog.

2 thoughts on “Recensione Echi in tempesta di Christelle Dabos

  1. Ciao sono Camilla e ti faccio tanti complimenti per la recensione. Non sono molto brava con le parole, nella mia mente hanno un senso ben definito ma spesso mi ritrovo a non saperlo spiegare. Per cui quando ho letto le tue di parole è stato come se qualcuno avesse dato un senso alle mie, senza neanche conoscerle. Anche un po’ di più, per fare qualche citazione importante. Perché mi hai fatto riflettere su alcune cose del libro che vanno più in profondità di quello che può apparire ad una prima lettura. Lo sto rileggendo, dopo due settimane dopo averlo finito, a dimostrazione del fatto che non riesco a lasciar andare i personaggi e la storia e il loro mondo, e lo farò con un’ottica diversa dopo aver letto il tuo commento, sicuramente con più attenzione per i significati più nascosti. Come ho scritto nel mio post su Instagram, una parte di me è sicuramente rimasta intrappolata in qualche specchio su Babel, spero che qualcuno riesca a liberarmi (o forse no). Grazie di cuore!

    1. Cara Camilla,
      grazie per il tuo bellissimo commento. Sapere che le mie parole sono in qualche modo riuscite a descrivere anche le tue emozioni è una gioia impareggiabile e ti sono grata di avermi scritto per condividere con me le tue impressioni di lettura.
      Anche io, come te, sono ancora intrappolata dentro lo specchio e fatico a lasciar andare Ofelia e tutti gli altri.
      Mi consola però sapere che sono in buona compagnia 😉

      Spero di rileggerti presto.
      Un caro saluto.

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