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Review Tour: Il Rintocco di Neal Shusterman

Arriva in libreria, edito Mondadori, il terzo e ultimo volume della trilogia sulle Falci: Il Rintocco di Neal Shusterman. Si conclude così la storia di Citra e Rowan, accompagnando i due ragazzi verso l’ultima fase della loro formazione.

L’aspetto più interessante di questa terza parte è rappresentato da un totale rinnovamento narrativo e scenografico. Ci accingiamo a leggere una storia che crediamo di conoscere ormai nel dettaglio, e invece sono molti i nuovi elementi, personaggi e ambientazioni. Il tutto, oltre a rendere più accattivante una narrazione che pensavamo non potesse offrire di più di quanto già detto, rimette in gioco tutta una serie di teorie sul finale escluse precedentemente.

Non è più solo il racconto di due adolescenti che diventano adulti improvvisamente, ma è la storia dell’intera umanità. Il rapporto bene/male e vita/morte, è solo una parte infinitesimale di ciò che si cela dietro le nostre azioni, soprattutto se poste a confronto con l’incredibile potere onnisciente del Thunderhead.

Il Rintocco di Neal Shusterman

Vecchio e Nuovo

Terminato di leggere il secondo libro, credevo di aver più o meno capito in quale direzione stesse andando la storia. Ma quando ho iniziato il terzo, mi sono dovuta ricredere: le novità sono molte, mischiandosi alla perfezione con gli eventi narrati precedentemente. Tuttavia, questo cambio di rotta porta con sé anche dei lati negativi che, purtroppo, si concentrano prevalentemente sulla parte finale del libro.

I due protagonisti principali, Citra e Rowan, diventano quasi marginali, lasciando spazio a nuovi personaggi o a quelli che, nei due precedenti libri, era stato concesso un piccolo cameo. La scelta dispiace, soprattutto perchè non viene percepito fino alla fine quello che era l’intento iniziale dell’autore: presentarci due modi antitetici ma paralleli di vedere la vita e la morte. Citra e Rowan, attraverso la storia raccontata, procedono sempre separatamente, sostenuti da Maestri opposti portatori di valori posizionati agli antipodi. Qui, tutto questo viene a mancare; forse il loro, tra tutti, è l’esito più banale.

I pro e i contro

Da citare, senza dubbio, due figure: Maestro Faraday e Greyson. Entrambi diventano la chiave per risolvere il problema, pur non essendo quasi mai consci della loro importanza ai fini della storia. Mentre tra tutti, colui che risente maggiormente dei cambiamenti è Maestro Goddard. L’autore non è riuscito a rendere giustizia a un cattivo così ben costruito, malvagio per indole, spinto dal piacere più viscerale nel vedere spezzata la vita di chiunque intralci i suoi passi. Nell’ultimo volume, invece, assomiglia più ad un pazzo in pieno delirio, piuttosto che al nemico numero uno delineatosi nei due libri precedenti.

Nella sua totalità questa continua commistione tra elementi nuovi e vecchi regge. Alla fine, la sensazione è quella di avere tra le mani buon libro, capace di spingerti a leggere pagina dopo pagina, col solo scopo di avere finalmente rivelata la verità ultima.

Fu il tono a tradirlo. Squillante e inesorabile, simile al rintocco sordo di una campana, il cui tintinnio arrivava puntualmente alle orecchie di chi doveva sentirlo. Una falce.

Il Thunderhead

Alla luce di quanto detto fino ad ora, è assolutamente impossibile non parlare del Thunderhead: l’intelligenza artificiale che tutto vede e sente, l’altra grande potenza mondiale, nemica e alleata delle falci.

I capitoli a lei dedicati, sono forse i più belli e profondi dell’intera trilogia. Nel raccontarla, l’autore riesce a travalicare il confine tra umano e artificiale, mostrandoci una realtà che è possibile in tutti e due i mondi. Il Thunderhead non è solo una macchina, o almeno non lo è per tutta la storia. Se inizialmente ho specificato che l’intera vicenda ruota intorno alla crescita e maturità di Citra e Rowan, mi sento in dovere di dire che il Thunderhead, nello stesso identico modo, attraversa tutta una fase di autocoscienza che lo porterà, finalmente, alla totale conoscenza di sé.

Proprio come se avesse delle emozioni proprie, riusciamo a percepire i suoi cambiamenti di umore, il variare degli stati d’animo, la preoccupazione per l’amico Greyson, per l’intera umanità e la pace nell’atto finale della sua esistenza.

Il Rintocco di Neal Shusterman

Una nuova realtà

Il ruolo della Falce finisce per risultare marginale e il discorso diventa più filosofico.

Non è solo di vita e di morte che si parla, ci si interroga sui molteplici segreti dell’umanità; ma non serve arrivare per forza ad una risposta. Eppure, nonostante la poca chiarezza dei concetti, non si ha la sensazione che qualcosa manchi, anzi: quella che emerge è una realtà alternativa, possibile, necessaria. Una realtà dove l’uomo è tale perchè commette errori, che non lo crocifiggono ma lo aiutano a migliorarsi; una realtà che vede nelle macchine il progresso e non la paura di una sottomissione; una realtà che ha finalmente preso coscienza del suo essere in quanto tale.

Per la copia di Il Rintocco, i nostri ringraziamenti vanno alla Oscar Mondadori; e per aver organizzato questo evento tra blogger, come ormai d’abitudine, a Martina del blog Lettrice di Sogni.

Enrica
Cinefila accanita, amante dei manga e anime, lettrice per passione. Alla ricerca continua della perfetta scenografia per i miei film mentali.

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