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Riscrittura – Mondo in fiamme

Mi è stato fatto notare che sarebbe stato interessante leggere una riscrittura legata all’esercizio di editing pubblicato qualche giorno fa di Mondo in fiamme – Una primavera di cenere

Sicuramente uno scrittore professionista ha molto più estro di me, quindi il risultato di una mia riscrittura non potrà mai essere carico di intrigo come quello di chi l’ha scritto in origine. Anche perché non è la mia storia e per tentare di mostrare quanto spiegato nel precedente articolo devo necessariamente trovare qualcosa che potrebbe differire con l’immaginazione dell’autore, quindi prendete questa riscrittura per quel che è: un tentativo di mostrare la narrazione dal PdV del protagonista senza l’ausilio di riassunti, senza utilizzare “mentre” o “quando” che impediscono l’immersione. Insomma, una narrazione più “qui e ora”. I dettagli aggiunti potrebbero non essere validi ai fini dell’evoluzione della storia, è solo un mio tentativo di immedesimarmi in un personaggio che non conosco quanto l’autore (ad oggi ho letto solo l’inciso portato nell’articolo precedente).

Ecco la riscrittura:

Kalysta intinse la spina di cactus nell’inchiostro e si preparò a tracciare l’ultima linea dritta sulla sua coscia. L’ideogramma sarebbe stato presto completo.

Il tenue chiarore lunare che proveniva dalla finestra illuminava appena la sua gamba, ma era sufficiente per poter fare un buon lavoro.

Affondò l’aculeo nella carne e il bruciore dell’inchiostro dilagò come veleno sotto la pelle.

Doveva restare in silenzio o avrebbe svegliato gli ospiti del dormitorio, non era il caso che si facessero troppe domande.

La gamba iniziò a tremare. Con la mano libera cercò di immobilizzarla ma il dolore era lacerante. Del sangue sgorgava dalle ferite, e imbrattò la mano di Kalysta e la coperta su cui era sdraiata, ormai da buttare.

Terminò la linea. Non un gemito sfuggì dalle sue labbra.

Rilassò la schiena contro il muro e controllò il disegno: Sconfitta, lesse. Aveva ascoltato i due fiumi ma loro non le avevano risposto. Avrebbe portato i segni di quella sconfitta per il resto della vita, così come per gli altri tatuaggi che le ricoprivano il corpo.

L’ellisse ondulata era fatta bene, le tre linee che la attraversavano invece le erano venute un poco storte, il dolore le aveva fatto perdere la concentrazione.

Frugò nella borsa alla ricerca di una benda pulita. Ne trovò una e la inamidò con dell’acqua.

Pulì il sangue senza intaccare il disegno e si alzò. Si diresse verso la porta, con la gamba ancora indolenzita che le procurò una leggera zoppia. Uscì dal dormitorio e si diresse verso la dimora del vecchio Giullare.

Lo trovò intento ad arrostire uno scoiattolo sul fuoco. Lo stecco sul quale girava la bestiolina scuoiata sembrava un’estensione degli stecchi che aveva per arti.

Il profumo che emanava era delizioso. Lo stomaco di Kalysta ruggì e le ricordò che non aveva toccato cibo dalla mattina.

Il Giullare si accorse della sua presenza e le si avvicinò con passo cadenzato. La fissò per un momento con quei suoi inquietanti occhi gialli.

«Tu hai finito, sì?» Si scostò una ciocca di capelli rivelando ancor di più il suo volto spigoloso.

Lei annuì e si sollevò la veste scoprendo la gamba. Il freddo di quelle dannate latitudini settentrionali la frustò senza ritegno.

Lui volse lo sguardo sul disegno e sorrise «Brava. Molto brava. Un disegno buono. Giusto.»

Si voltò diretto verso la sua cena.

«Va’, adesso» Il vecchio tolse lo scoiattolo dal fuoco e diede un morso «Siediti alla foce dei fiumi così come ti ho indicato. La notte è ancora lunga e tu sei pronta: prima dell’alba, avrai un nuovo tatuaggio da imprimere attorno a quello della sconfitta».

«Maestro,» Lo stomaco di Kalysta borbottò di nuovo alla vista di quelle carni gocciolanti «Io avrei…sono davvero —»

In una frazione di secondo il Giullare gettò a terra lo stecco con quel che ne rimaneva, coprì la distanza che li separava e la sollevò per i capelli. Gli occhi di Kalysta non riuscirono a cogliere i suoi movimenti. Come ha fatto ad arrivare così in fretta?

D’istinto Kalysta alzò le mani nel tentativo di divincolarsi.

«Affamata?» il Giullare sputacchiò alcuni pezzi di carne sulla faccia di Kalysta «È affamata la parola che tu cerchi? Dici questa cosa, a me? Dici che il tuo spirito è così misero debole pigro fiacco che un bisogno del corpo lo può piegare?»

Kalysta serrò gli occhi e le labbra: nessun lamento o sarebbe stata davvero nei guai. Portò le braccia lungo i fianchi rinunciando al tentativo di allentare la presa troppo stretta del vecchio.

«Adesso io schiaccio la tua testa contro i carboni ardenti,» il Giullare manteneva i suoi occhi fissi in quelli di Kalysta «Allora tu muori. La tua carne, il tuo corpo, si disfa come sterco. E che cosa rimane, allora? Che cosa? Rispondi!»

«Spirito,» lei chiuse gli occhi. «Il mio spirito.»

Il Giullare la lasciò andare e lei cadde a terra. Faceva ancora più freddo ora. Kalysta si alzò e strinse il più possibile il mantello rabberciato che indossava. Non sortì alcun effetto. Il vecchio tornò di nuovo verso l’attizzatoio ravvivando la brace. «Va’ alla foce. Poi torna e riferisci a me il canto dei fiumi. Quando sarà saggio, mangerai. Non ora. Non stanotte. Forse mai più. Non ne hai bisogno.»

Edoardo Stoppacciaro con i mano i primi due capitoli della sua saga
Mondo in Fiamme

Riscrittura

Conclusioni

Non è il massimo, me ne rendo conto. I dettagli aggiunti non hanno la stessa qualità drammatica di quelli già presenti.

A differenza del precedente articolo non ho fatto i commenti passo per passo perché avrebbero reso l’articolo più pesante e si sarebbe persa l’immersione che invece ho cercato di ricreare. Una riscrittura fatta dallo stesso Stoppacciaro avrebbe sicuramente migliorato il risultato, purtroppo vi dovete accontentare di quello che ho scritto io, sperando non sia troppo male.

Luca
Io sono Luca, uno dei nuovi acquisti di Chiacchiere Letterarie.
Nella vita faccio il consulente in telecomunicazioni, lavoro particolarmente noioso ma necessario.

Amo leggere, epic fantasy specialmente, e da quando ho frequentato un corso di scrittura creativa ho iniziato ad appassionarmi al mondo che c'è dietro un libro pubblicato: le idee, lo stile narrativo, l'editing e chissà dove mi porterà in futuro questo interesse.

Intanto spero di farvi apprezzare un occhio più approfondito sulla narrazione in sé. Adoro il confronto di idee, pertanto ogni discussione sulle mie recensioni è molto ben accetta.

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