Recensioni

Intervista a Martina Dei Cas – Un anno di CL #3


Eccoci qui per una nuova intervista, questa volta parliamo con Martina Dei Cas, una giovane autrice del Trentino. Laureata all'università di Trento in Giurisprudenza ad indirizzo transnazionale ha viaggiato per diversi motivi in America Latina e tramite alcuni dei suoi romanzi ci accompagna a scoprire questa terra, in particolare il Nicaragua.

Ciao Martina, siamo più che felici di poterti fare questa piccola intervista per festeggiare anche insieme a te questo primo anno del sito di Chiacchiere Letterarie. Noi ti abbiamo conosciuto con il romanzo “Il quaderno del destino”, ambientato in Nicaragua, ma questa non è la tua prima opera letteraria, alle spalle hai altri due romanzi, “Una stravagante mattinata a Operà” e “Cacao Amaro” ti va di parlarci un po’ di queste prime due opere?


Per prima cosa buon compleanno e buone letture a Chiacchiere Letterarie!
Tornando ai miei romanzi, Una stravagante mattinata a Operà è un giallo per ragazzi ambientato a Parigi, a metà tra il mondo cosmolita della break dance e quello austero e splendente del balletto classico. Cacao Amaro è invece una piccola grande saga familiare centroamericana, che si sviluppa nel Nicaragua rurale e racconta questo meraviglioso e complicato Paese attraverso lo sguardo della protagonista Viana.

Per quanto riguarda “Il quaderno del destino” invece come sono nati la storia e personaggi?

Joaquin, Thalia, la signora Brenda e gli altri personaggi del mio ultimo romanzo sono nati dopo il mio secondo viaggio in Nicaragua nell'agosto 2013. La loro storia è quella di chi è nato e cresciuto alla periferia di una grande città, in un Paese alla periferia del mondo e deve lottare ogni giorno per non perdere la propria dignità e umanità.

Una tra le caratteristiche più belle, a mio parere, del romanzo è la caratterizzazione dei personaggi, non troviamo mai male o bene assoluto, ma a tutto c’è una motivazione, anche se questa non è una scusante per certi comportamenti. È frutto solo di fantasia oppure ci sono situazioni o personaggi che attingono, anche in minima parte, dalla realtà?

No, nel bene e nel male le vicende che racconto sono verosimili. Si rifanno a conversazioni avute davanti al fuoco su cui scoppiettavano il riso e i fagioli, a sussurri origliati sugli autobus gialli che sobbalzavano sulle strade sterrate tra le piantagioni di cacao e caffè, ai titoli dei giornali locali. Forse per deformazione narrativa alcuni episodi sono leggermente stereotipati, ma credo che togliendo gli ispanismi, la storia che che racconto potrebbe essere quella dei nostri nonni o forse addirittura la nostra se fossimo nati in uno slum indiano, una villa miseria argentina o alcuni quartieri problematici della nostra vecchia Europa.

Non solo “Il quaderno del destino”, anche “Cacao Amaro” è ambientato in Nicaragua, un territorio che sembra ti abbia affascinato molto, almeno questo è ciò che traspare dalle tue opere. L’esperienza di volontariato che hai fatto in questi territori è stata determinate per questa tua passione oppure è stato il contrario?

Ho sempre amato leggere e poi piano piano creare dei personaggi che portassero i miei lettori lontano dal loro contesto quotidiano e li facessero viaggiare con la fantasia in un frusciare di pagine…il Nicaragua, con la sua natura selvaggia e le sue grandi ingiustizie sociali mi ha dato una spinta, una marcia in più per imbarcarmi in queste due nuove avventure editoriali.

Visto l’argomento trattato, si parla comunque di bande mafiose, corruzione e povertà, si potrebbe dire che il tuo libro risuona un po’ come una denuncia sociale. Come è stato accolto il tuo romanzo in Nicaragua è stato pubblicato anche lì?

Stiamo lavorando alla versione spagnola del libro. Per ora però i nicaraguensi che conoscono l'italiano l'hanno accolto con favore. Credo che abbiano un grande bisogno di raccontare la propria esperienza, a volte anche drammatica, affinché non venga dimenticata e soprattutto affinché non si ripeta.

So che da poco sei stata anche in Brasile, com’è stata quest’esperienza? Ci darai la possibilità di scoprire un pezzettino di questo mondo insieme a te con un prossimo romanzo? Ed a proposito di questo, in questo momento c’è un libro nel cassetto oppure dopo la laurea ti sei presa un po’ di pausa dalla scrittura?

Sì, sono tornata proprio ieri. Il Brasile è un Paese controverso, dove grande opulenza e povertà convivono negli androni dei grattacieli. Ho trovato molte analogie, anche se per aspetti diametralmente opposti, sia con il Nicaragua che con l'Italia…la cucina, l'ospitalità della gente, ma anche la corruzione e il malaffare, un po' come se, nel bene e nel male, appartenessimo tutti a una grande e chiassosa famiglia mediterranea. Questo è sicuramente un ottimo spunto di riflessione che forse un domani darà vita a nuovi personaggi. Per ora però mi dedico alle presentazioni de Il quaderno del destino, al progetto di fornitura di materiale didattico alle scuole di Waslala che lo accompagna e soprattutto…alla ricerca di un lavoro!

Ultima domanda, uscendo fuori dall’ambiente letterario, ma che può interessare agli appassionati di viaggio, c’è qualche consiglio che daresti ad un viaggiatore che volesse scoprire questi territori?

Di essere sé stessi sempre e di non aver paura a raccontare e lasciarsi raccontare, senza preconcetti, ma senza neanche improvvisarsi Indiana Jones.

Grazie mille per aver dedicato il tuo tempo a quest’intervista. Ti saluto con la speranza di poter parlare presto di una tua nuova opera qui sul sito.

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Valentina
Lettrice onnivora, educatrice, mamma.
Dei libri amo la capacità di mostrare la complessità del mondo che ci circonda, forse per questo tra i miei generi preferiti rientrano fantascienza, fantapolitica, fiabe tradizionali e saggistica.

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