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Recensione: "Fahrenheit 451" di Ray Bradbury

Casa Editrice: Mondadori
Traduttore: Monicelli G.
Costo: € 10,50
Dove acquistarlo:IBS,Libraccio

Un acquisto inaspettato che inaspettatamente è diventato uno tra i miei libri preferiti di sempre.
Non dico che non conoscessi il libro, l'avevo sentito nominare tante volte e altrettante volte ho sentito parlare del film, ma allo stesso tempo niente aveva catturato la mia attenzione quanto invece l'ha attirata la prima frase della trama "Montag fa il pompiere in un mondo dove gli incendi, anziché essere spenti, vengono appiccati.". So che può essere sciocco, ma pensare ad una figura come il vigile del fuoco (che io adoro essendo cresciuta con due vigili in famiglia) che si comporta in maniera totalmente opposta al proprio compito mi ha conquistata più di ogni altra parola sull'epicità di questa distopia. Purtroppo lavoro molto spesso di pancia quando si parla di libri e questo è un esempio perfetto, ma allo stesso tempo è anche la prova di come certi libri ci chiamino, vogliano essere letti e prima o poi troveranno un modo per farsi notare. Ammetto che quest'ultima visione è abbastanza romantica, ma non ho mai pensato di far parte dei razionalisti quando si parla di libri!
Tra l'altro dopo aver letto il libro ho letto anche tutta la trama (che vi lascio qui sotto) sulla quarta di copertina del libro e mi rendo conto che se l'avessi letta tutta prima di iniziare a leggerlo probabilmente non l'avrei preso in mano così fiduciosa. In quella trama ci sono talmente tante cose accennate male che potrebbe tranquillamente essere appiccicata anche ad un libro completamente diverso.

Come vi ho anticipato questo è un libro distopico. Descrive un mondo in cui l'uomo ha scelto di non stancarsi più dietro al ragionamento, di non annoiarsi più e di non aver abbastanza tempo da sprecare andando piano per godersi il viaggio, di qualunque viaggio si stia parlando. Così l'eliminazione dei noiosi e saccenti libri non è stata una scelta imposta, ma liberamente accettata e richiesta dal popolo stesso dopotutto, perché leggere centinaia di pagine noiose quando tutto può essere condensato in semplici ed efficaci slogan televisivi? Cosa può avere un libro più di un programma in tv se non gli spocchiosi sapientoni che crea quando uno l'ha letto e un altro no?
I libri non sono stati eliminati di punto in bianco, la loro caduta è stata graduale ma costante e sarà Beatty, il capo della caserma in cui Montag, il nostro protagonista, lavora a spiegarci quanto e perché i libri siano così inutili e dannosi per la società. Con parole tanto belle, eleganti e sincere che anche il lettore potrebbe finire per crederci. Tutto ciò che dice è assolutamente vero, non si può certo negare, ma la soluzione utilizzata per il problema che descrive… ecco, credo proprio che sia lì il problema di tutto.

Montag si è sempre divertito a fare l'incendiario, la sua professione è assolutamente necessaria al vivere sereno della società, il suo ruolo è importante e lui è felice così. Per lo meno sino a quando non incontra Clarisse. Un'adolescente strana, con sicuri problemi di socialità. Parla con la gente che incontra per strada, cammina senza una meta, conosce i fiori e riflette su tanti argomenti. Insomma, una vera e propria sovversiva che trascina nella sua rete anche Montag. Inizierà così un tentativo di fuga dalla società, dalla guerra in agguato e soprattutto dai media che gestiscono e dirigono totalmente l'opinione pubblica.

Una caratteristica molto particolare del romanzo è lo stile di scrittura, il romanzo ha una prosa fine e poetica, che all'inizio stona tantissimo con la realtà che viene narrata. Andando avanti con la lettura però si capisce l'importanza di questo stile, io credo di averlo capito definitivamente dopo il discorso di Beatty a Montag. Si parla dell'orrore dei libri con una scrittura che nega ciò che si sta leggendo, che ti fa capire quanto è bello immergersi in un mondo d'inchiostro. Beatty ci spiega perché sono brutti i libri e lo fa con un linguaggio talmente bello che non puoi fare a meno di volerne leggere sempre di più. Praticamente si potrebbe tranquillamente fare una differenziazione tra linguaggio verbale e linguaggio non verbale, due tipologie di comunicazione che solitamente dovrebbero sostenersi in questo caso si contraddicono totalmente. Un uso della penna assolutamente fenomenale.

Insomma, rientra a pieno titolo nella mia lista di titoli da leggere almeno una volta prima di morire e probabilmente anche in quella delle riletture!

Trama:
Montag fa il pompiere in un mondo dove gli incendi, anziché essere spenti, vengono appiccati. Armati di lunghi lanciafiamme, i militi irrompono nelle case dei sovversivi che conservano libri o altra carta stampata e li bruciano: così vuole la legge. Ma Montag non è felice della sua esistenza alienata, fra giganteschi schermi televisivi e slogan, una moglie indifferente e passiva e un lavoro che svolge con paura e semplice routine. Finché un giorno, dall'incontro con una donna sconosciuta, nasce un sentimento impensabile, e per Montag, il pompiere, inizia la scoperta di un mondo diverso, un universo di luce non ancora offuscato dalle tenebre della società tecnologica imperante.

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Valentina
Ciò che amo fare è scoprire nei libri temi e argomenti di riflessione che possano aiutare a comprendere meglio la complessità del mondo che ci circonda. La mia curiosità si rivolge all'essere umano nella sua interezza e vedo i libri come uno dei mezzi attraverso i quali approfondire l’argomento umanità.
Per questo amo parlare di fiabe, che riportano alle origini di un popolo, e allo stesso tempo di attualità, esplorando il rapporto dell'uomo con il libro ai giorno nostri.

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