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Recensione: "La principessa sbagliata" Ester Trasforini


Casa Editrice: Gainsworth
Costo: € 16,50

Avete presente la fiaba del principe che salva la donzella rapita da un drago e poi si sposano e vivranno per sempre felici e contenti? Perfetto, non c’entra niente.

L’eroina di questo romanzo è Gemma, una boscaiola di 18 anni che decide di mettersi in viaggio per uccidere il drago e salvare la principessa e poter avere la ricompensa per aver salvato la figlia del re di Nonsodove. Non sarà però così facile, il drago tiene molto al suo prezioso tesoro, la principessa è molto diversa rispetto a quello che ci si aspettava e l’aiutante magico… beh, lui è un mito come tutti gli aiutanti magici! In questa storia difficilmente qualcosa è come sembra e soprattutto niente va giudicato senza prima conoscerlo.
La trama come potete intuire sembra quella di una fiaba classica, viene però trattata con un umorismo e un’attualità che renderanno subito chiara la sua diversità. Sarà il lato comico a prevalere per quasi tutto il romanzo, sono fantastiche le citazioni e i rimandi al mondo reale e a quello narrativo, che permeano tutta la storia e che già dai capitoli fanno intuire la loro rilevanza e soprattutto permettono di sorridere anche quando l’argomento trattato si fa un po’ più importante.
Per quanto infatti i toni rimangano sempre leggeri vengono toccati temi secondo me molto importanti, dalle differenze di genere all’importanza di guardare sotto le apparenze. Tutti i personaggi hanno un loro passato che li ha fatti diventare ciò che sono, non solo Gemma e Leonard*, ma anche tutti i personaggi che insieme a loro costruiscono la storia. Alcuni temi vengono lanciati e poi non approfonditi, altri invece ripresi sotto diversi punti di vista e raccontati sotto una luce diversa. Ed è proprio questa la caratteristica che mi è piaciuta maggiormente di tutto il romanzo, la capacità di unire l’umorismo a tematiche più importanti dando anche diversi spunti di riflessione.

Ho apprezzato anche i personaggi, ognuno di loro viene spiegato e raccontato non solo nel presente ma anche collegato al suo passato, le loro azioni acquistano così significato e senso e anche noi che leggiamo possiamo comprendere ciò che hanno passato e seguirli in scelte che (forse) noi non avremmo fatto. Il mio personaggio preferito è Fiorenzo, aiutante magico e spalla comica, un vecchio zombie scorbutico e bigotto, per la maggior parte del tempo assolutamente insopportabile. Detta così in effetti può sembrare strano come possa essere il personaggio preferito da qualcuno, però vi assicuro che è davvero fantastico!
Come ho già detto su ogni personaggio potrebbe nascere un’importante riflessione, passato, scelte e paure concorrono a creare i personaggi che conosciamo. Perché le persone fanno azioni cattive? Le persone possono cambiare? Indossare i pantaloni fa di te un uomo e indossare una gonna fa di te una ragazza oppure l’identità è qualcosa che va ben oltre ciò che si indossa?
A tutte queste e altre domande si può scegliere di rispondere o meno, la storia può tranquillamente essere letta solo su un primo piano di narrazione, ma a mio parere è proprio questo secondo piano più profondo a rendere questo libro così tanto interessante.

Una nota di merito credo sia da dare anche alla casa editrice e alla disegnatrice, l’edizione è infatti molto curata e con una copertina davvero bellissima!

Unica nota negativa…la lunghezza, ho divorato il romanzo in una mattinata e avrei voluto rimanere con i personaggi ancora un po'. Non so se però questa possa essere effettivamente annoverata tra le note negative!

(Edit: prima pubblicazione 23/05/2016, l'aggiornamento della data è un errore)

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Valentina
Lettrice onnivora, educatrice, mamma.
Dei libri amo la capacità di mostrare la complessità del mondo che ci circonda, forse per questo tra i miei generi preferiti rientrano fantascienza, fantapolitica, fiabe tradizionali e saggistica.

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