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A caccia del Diavolo – recensione

Con A caccia del Diavolo siamo arrivati alla conclusione della saga gotico vittoriana di Kerri Maniscalco. Visto che ci troviamo a conclusione di una saga preferisco fare un ragionamento sulla storia nel suo complesso piuttosto che sul singolo libro. Dovrei essere riuscita a non fare spoiler, quindi se siete tra gli indecisi che non sanno se cominciarla o meno questo potrebbe essere l’articolo che state cercando!

Se invece volete sapere cosa ho scritto dei volumi precedenti ecco i link
Sulle tracce di Jack lo Squartatore
Alla ricerca del principe Dracula
In fuga da Houdini

Avevo perso l’innocenza e compreso la vera natura umana nel corso della prima indagine sullo Squartatore. Studiare nel castello di Dracula mi aveva insegnato a fidarmi di me stessa, per quanto fosse difficile evitare false piste e distrazioni. Durante la traversata su quel maledetto transatlantico, avevo interpretato un ruolo che aveva convinto chiunque, persino Thomas, che i miei sentimenti fossero cambiati.  Avevo appreso a manipolare le emozioni, mi ero trasformata in un gioco di prestigio in carne e ossa.

A caccia del diavolo di Kerri Maniscalco, pag. 394

Trama

A caccia del Diavolo di Kerri Maniscalco

(da Mondadori Store)
Audrey Rose Wadsworth e Thomas Cresswell sono giunti in America, una terra audace, sfrontata, brulicante di vita. Ma, proprio come la loro Londra adorata, anche la città di Chicago nasconde oscuri segreti. Quando i due si recano alla spettacolare Esposizione internazionale, scoprono una verità sconcertante: l’evento epocale è minacciato da denunce di persone scomparse e omicidi irrisolti. Audrey Rose e Thomas iniziano a indagare, per trovarsi faccia a faccia con un assassino come non ne hanno mai incontrati prima. Scoprire chi sia è una cosa, ben altra faccenda è catturarlo, soprattutto all’interno del famigerato Castello degli Orrori che ha costruito lui stesso, un covo di torture labirintico e terrificante. Riuscirà Audrey Rose, insieme al suo grande amore, a porre la parola “fine” anche a questo caso? O soccomberà, preda del più subdolo avversario che abbia mai incontrato?

Quattro chiacchiere su A caccia del Diavolo

Alla fine siamo giunti alla conclusione anche di questo quarto capitolo tanto atteso. Cercando di trovare il mondo di parlarvi al meglio di questa serie mi sono resa conto che la cosa migliore è farlo dividendo in tre macrotemi: trama, prosa e personaggi.

Trama

La storia in sé è estremamente interessante e coinvolgente, la considero il punto forte di tutta la saga. Ogni romanzo prende spunto da eventi accaduti realmente, per questo ho apprezzato tantissimo i capitoli conclusivi di ogni romanzo in cui l’autrice spiegava il suo lavoro di ricerca e rielaborazione. Alcuni fatti sono stati infatti modificati per poter creare un ciclo narrativo avvincente, ma ogni modifica viene prontamente segnalata.

Mi è piaciuta molto la struttura circolare, che ha reso i due romanzi centrali delle tappe importanti della formazione di Audrey Rose. Grazie a queste avventure ha completato la crescita che l’ha condotta sino al Diavolo che ha dato inizio alle disgrazie che l’hanno colpita nel primo volume.
Insomma, la Maniscalco è riuscita a intrecciare tanti fili e tante storie, che alla fine hanno dato un ottimo risultato. In queste trame così emozionanti ci sono però delle ombre

Stile

Soprattutto nel primo volume lo stile di scrittura risulta molto acerba. Non so se sia per la scelta di usare una prima persona o semplicemente perché era la scrittura immatura. Le descrizioni sono spesso banali e ripetitive, risultando più spesso un riempitivo che un valore aggiunto. Probabilmente, vista l’ambientazione dell’opera, mi sarei aspettata un linguaggio più strutturato e articolato. Trovarmi davanti una prosa così semplice mi ha un po’ deluso.

Dando a Cesare quel che è di Cesare per, è pur vero che questo elemento migliora con il proseguire della storia e, soprattutto, dei volumi. Dal secondo volume in poi la scrittura inizia a prendere corpo, rimangono comunque alcune descrizioni ridondanti, ma il resto inizia a sposarsi molto meglio con il susseguirsi degli eventi.

Personaggi

Vista la scelta della prima persona la prosa ha fortemente influenzato la costruzione dei personaggi. Anche loro, infatti, risentono di una certa immaturità, in particolare nel primo volume, dove viene davvero difficile non trovare Audrey Rose insopportabile.

Anche questo elemento, anche più dello stile, migliora notevolmente andando avanti con la storia. Il merito va anche ai capitoli a fine libro scritti dal punto di vista di Thomas, che riescono a rimettere in prospettiva molti dei comportamenti all’apparenza immotivati di Audrey Rose.

L’elemento più interessante che riguarda i personaggi è la scelta di uscire completamente fuori dagli schemi per la loro caratterizzazione. In più ammetto che è stato bello, per una volta, non trovarsi davanti al cliché del triangolo amoroso. Ultimamente sembrava si andasse avanti solo di quelli.

«Riesci a immaginarlo? Vivere in un luogo dove non hai bisogno di un accompagnatore per andare da qualche parte?»
Thomas mi scrutò con aria triste: lui sapeva esattamente cosa si provava.
Nessuno doveva sorvegliare ogni suo spostamento quando metteva
piede fuori di casa.

A caccia del diavolo di Kerri Maniscalco, pag. 256

In conclusione, ringrazio la Mondadori per la copia del volume e Martina del blog “Lettrice di sogni” per aver organizzato questo bellissimo evento.
Nell’immagine qui sotto trovate i nomi di tutte le partecipanti!

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Valentina
Ciò che amo fare è scoprire nei libri temi e argomenti di riflessione che possano aiutare a comprendere meglio la complessità del mondo che ci circonda. La mia curiosità si rivolge all'essere umano nella sua interezza e vedo i libri come uno dei mezzi attraverso i quali approfondire l’argomento umanità.
Per questo amo parlare di fiabe, che riportano alle origini di un popolo, e allo stesso tempo di attualità, esplorando il rapporto dell'uomo con il libro ai giorno nostri.

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